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Viva Zapatero!!Non dobbiamo arrenderci all'idea di non poter cambiare il mondo. In tal caso, infatti, non avrebbe senso vivere. 3/26/2009 IncuboCi stanno spogliando di tutto e siamo belli contenti, ignari. Il "consenso" giustifica ogni cosa. L'istruzione pubblica stanno finendo di seppellirla, ora diciamo addio al diritto di sciopero e prepariamoci a sondini ideologici che prolungheranno "esistenze" (non me la sento di definirle vite) a dir poco sofferenti. Pazienza! C'è Lui, il Presidente Operaio, il Piccolo Fratello. In fondo cosa ce ne facciamo del Parlamento? Aboliamolo. Destituiamo Fini e Napolitano, gli unici che si opporrebbero. Il Pd magari ha qualche riserva, ma alla fine si astiene. E le sinistre (extraparlamentari)? Quelli manco se ne accorgono. Sono troppo occupati a lanciare un Grande Partito Anticapitalista. Due problemi, in particolare, li assillano in questo momento: a) scegliere il colore più adatto per lo sfondo del simbolo per le europee: rosso fuoco o rosso porpora; b) stabilire se la falce dovrà essere inclinata di 30° rispetto al martello o viceversa. "Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare." (Bertold Brecht) 3/8/2009 L'otto marzo non è una festa! E' una commemorazione. NON RICORDIAMOCI DELLE DONNE SOLO IN QUESTA OCCASIONE ![]() 2/27/2009 Se questo è un GIORNALESCHIFATO E SENZA PAROLE.
" A tenere insieme in un unico ragionamento i due fatti orrendi di cronaca nera di Milano e di Treviso [...] C’è piuttosto e fino in fondo la triste dimostrazione del fallimento di qualunque progetto di integrazione che sia fondato sul pregiudizio positivo, e l’allarmante conferma che nel nostro Paese non è più possibile rispettare e onorare la propria fede religiosa cattolica o anche la scelta agnostica di fronte all’aggressività dell’ideologia islamica. Pregano nelle nostre piazze rivolti alla Mecca, tengono segregate mogli e figli, uccidono chiunque osi non ribellarsi, ma semplicemente tentare di continuare a vivere, o tentare di incominciare a vivere, secondo le regole di uno Stato moderno e democratico. Le donne italiane che sposano cittadini di fede musulmana non soltanto rischiano un amaro fallimento e dolorose delusioni, rischiano la vita e quella di innocenti creature. [...] Non sono solo due casi di cronaca nera e orrenda, siatene pur certi. C'è un insinuante progetto dietro certi gesti criminali. Dopo le preghiere al Duomo e le proteste nei centri di accoglienza dei clandestini, le abbiamo chiamate prove tecniche di invasione. Ogni evento, per isolato che appaia, porta forza al piano, e guai a noi se non comprendiamo prima che sia troppo tardi, semplicemente utilizzando senza remore e con rigore le iniziative e le misure che in democrazia ma non in mollezza una civiltà che si difenda deve adottare. " (il Giornale - 27/02/2009) Grazie a Mario Giancotti (del gruppo su facebook "Mario fate attenzione che il fascismo è nato così") per la segnalazione. L'articolo completo si trova qui: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=331941&START=1&2col= 2/24/2009 Viva L'ItaliaMentre l'abbronzato Obama investe miliardi di dollari nelle energie rinnovabili, Berlusconi punta sul nucleare per raggiungere l'indipendenza dal petrolio. Come se l'uranio ce l'avessimo sotto casa in quantità industriali!
Proprio mentre The Indipendent denuncia la pericolosità delle centrali di cosiddetta "quarta generazione", il nostro governo ha deciso che ne inaugurerà quattro a partire dal 2020. Alla faccia del referendum che disse no all'atomo! E si parla di nuovo anche di Ponte sullo Stretto. Si, stiamo proprio TORNANDO A SORRIDERE. Saremo imbecilli e razzisti.... ma almeno SORRIDIAMO!
2/15/2009 FAMIGLIA CRISTIANA (15-02-2009)SORU CONTRO TUTTI
Il governatore uscente affronta il candidato del Centrodestra, Ugo Cappellacci. Ma anche Silvio Berlusconi, che s’è speso molto. E la crisi economica. E la cementificazione dell’isola...
Gigi è quel volto anonimo di cui nessuno si cura, che viene ritratto alle spalle degli uomini famosi. C’è sempre un Gigi che si sporge con il volto sorridente, un po’ di sghembo, nelle fotografie che tutti i giorni compaiono sui giornali. Non si sa esattamente chi sia, poverino. È Gigi. Ugo Cappellacci, candidato per il Popolo della libertà alla presidenza della Regione Sardegna, per dirla in gergo, non se lo fila nessuno. Per quanto si sforzi di esistere, non riesce a diventare neanche un Kagemusha del famoso film giapponese di Akira Kurosawa, la copia umana del condottiero del quale bisogna nascondere la fine per non scoraggiare le truppe.
Durante il comizio a Senorbì, un piccolo centro sopra Cagliari, nel tentativo di sembrare spiritoso e con un senso dell’autoironia che gli fa onore, ha arringato i suoi dicendo: «Ogni tanto applauditemi chiamandomi per nome, così so di esistere». È invece Cappellacci, figlio del commercialista di Berlusconi, è esistito in Sardegna, eccome! La biografia che si legge sul sito elettorale del candidato della destra nasconde totalmente i pochi mesi nei quali è stato assessore regionale al bilancio della Giunta Masala, prima dell’avvento di Soru. Al termine del suo mandato Cappellacci pose la firma al peggior bilancio della storia dell’autonomia sarda portando il debito totale, il disavanzo della pubblica amministrazione e i mutui autorizzati per far fronte alle spese, a livelli mai visti. Fu anche la Giunta che in poco tempo approvò una raffica di autorizzazioni a costruire sulle coste da far impallidire.
Berlusconi contro Soru. Il Cavaliere di Arcore contro lo scorbutico tycoon di Tiscali. E, a suo modo, Renato Soru contro tutti. Gli isolani la vedono così e non solo loro. D’altro canto, il capo del Governo che sta in Sardegna un giorno sì e uno anche, non fa nulla per contrastare questa convinzione diffusa. Nei comizi chilometrici con i quali inonda un popolo che risparmia sulle parole più che sullo stipendio, Berlusconi conclude sempre invitando Cappellacci a uscire dall’anonimato: «Dì qualcosa anche tu».
La gente ride, ma si sa, il Cavaliere esonda. Nelle elezioni sarde in modo particolare, perché ci tiene, dicono i suoi, e perché ha casa, anzi un’isoletta, in passato al centro di polemiche per qualche colata di cemento di troppo.
Le coste devastate dal cemento
Ma è proprio il cemento il convitato di pietra di queste elezioni regionali sarde da quando il presidente uscente Renato Soru impose la legge cosiddetta "salvacoste", che vietava di costruire a meno di due chilometri dal mare. I dati dicono che non è vero, ma l’accusa che gli avversari rivolgono a Soru è proprio quella di aver bloccato l’industria del mattone, risorsa economica principale dell’isola con una quota pari al 22 per cento delle attività economiche globali contro il 10 cento del turismo.
«Ma siamo i Caraibi dell’Europa» «È mai possibile che un’attività edilizia così significativa e per la maggior parte votata alle costruzioni vicino al mare per la ricezione turistica generi così poco turismo? La verità è che quella via non porta da nessuna parte», spiega Alessio Satta direttore generale dell’Agenzia regionale per la conservazione delle coste, «perché si tratta di abitazioni di proprietà che vengono usate un mese all’anno, mentre noi abbiamo bisogno di entrate turistiche da maggio a ottobre. Siamo i Caraibi a un’ora di aereo da tutte le capitali europee, dovremmo vivere benissimo di turismo e invece pensiamo a riempire le coste di altro cemento. Dovremmo, piuttosto, riqualificare l’immenso patrimonio immobiliare pubblico già esistente, per destinarlo a forme di "albergo diffuso" soprattutto nel mondo giovanile».
Il fascino del mattone tira assai in Sardegna, più della tutela delle sue splendide coste. A Nurallao, in provincia di Cagliari, prima del comizio di Ugo Cappellacci, un militante del candidato della Destra, pensando fossimo tifosi della sua stessa sponda anche noi, ci ha avvicinato e con fare allegrone ci ha detto: «Ajò ragazzi, vinciamo le elezioni, riapriamo l’edilizia, e torniamo a lavorare tutti». «In Sardegna non c’è la crisi mondiale», ha tuonato il candidato del Centrodestra: «La crisi è Renato Soru».
E invece la crisi, quella mondiale, è arrivata in Sardegna come in tutte le altre parti d’Italia, e colpisce duro. A Portovesme rischia di chiudere la fabbrica di alluminio, ma anche altri settori soffrono. La cassa integrazione registra picchi impressionanti anche a causa della progressiva ritirata degli investimenti nei settori maturi sempre più improduttivi. Secondo un rapporto della Cgil, la cassa integrazione è aumentata del 170 per cento contro una media italiana dell’80 per cento. Il numero dei sardi in cerca di occupazione è cresciuto: «È probabile che la diminuzione del potere di acquisto dei salari abbia spinto molta gente sul mercato del lavoro, visto che i soldi di un solo stipendio non bastano più», spiega Piero Cossu, segretario regionale della Cgil.
C’è chi promette il "polo caprino" Eppure in qualche modo l’impresa sarda, soprattutto quella medio-piccola, tiene. Il rapporto dell’Unioncamere pubblicato la settimana scorsa mostra luci e ombre. Complessivamente, però, l’impresa non è in ritirata. Tengono gli artigiani, aumentano le società cooperative e le imprese di capitali: «Non è una situazione facile», commenta Pasquale Aru, consulente delle imprese e dirigente del collegio dei periti industriali, «ma la politica di Soru di mettere ordine nella pubblica amministrazione risparmiando somme ingenti, mette la Regione in grado di fronteggiare i costi della crisi che viene da fuori. Soru già lo ha fatto per molti settori, come l’agricoltura o come le imprese innovative».
«Bisogna arrivare al modello irlandese», sottolinea invece l’appassionato e fascinoso leader dell’indipendentismo sardo Gavino Sale, il cui partito, l’Irs, sembra in ascesa, «niente tasse a chi produce per il mercato interno e un modello sul tipo di quello che ha fatto grande la Catalogna».
Sarà una sfida all’ultimo voto quella fra i due candidati, e mentre Berlusconi manda tutta la squadra di Governo a promettere di tutto e di più, persino il "polo caprino", Renato Soru, nella corte della campidanese casa Atzeri, splendido tempio delle tradizioni sarde, ripete: «Dovete decidere se il futuro dovrà essere nelle vostre mani oppure in quelle di qualcuno che ci regalerà qualcosa». 2/1/2009 Questione di fedeDetesto i tuoi ministri e portavoce,
non credo a ciò che dicono in tuo nome.
Trovo ridicolo farsi il segno della croce
in ogni occasione, senza perchè o percome.
Falsi mi appaiono tutti i tuoi riti,
un eufemismo definirli poco sentiti.
Per non parlare del repentino arruolamento:
non c'è neonato che manchi l'appuntamento,
pena un'eternità di supplizi, ma in buona compagnia,
poichè molti tra i più grandi geni "abbandonarono la retta via".
Alcuni tuoi rappresentanti parlano di guerra santa,
altri no, ma la mettono in pratica di sana pianta
contro il diverso, reo di amare in modo sbagliato,
di voler morire con dignità, di non capire ciò che chiamano peccato.
Mi rifiuto di credere in te, sia tu Vishnù, Iside o Amon Ra.
L'avere un Padre maligno che tutto può e nulla fa
è un fardello troppo grande da portare
per chi crede che questo mondo di merda si possa raddrizzare.
Dunque tenetevi il vostro Dio, continuate a essere sue prede.
Alla faccia sua e alla faccia vostra, questa è la vera fede. Avanti il prossimo!
Impresa memorabile del Cagliari, che espugna il campo della Juventus al termine di una partita che rimarrà nella storia. Come il match-scudetto del 1970, come la vittoria in UEFA del 1994. Tre punti meritatissimi, conquistati con la forza del gioco, frutto di una massima attenzione in fase difensiva e di ripartenze letali, di un carattere di ferro. Non una palla buttata via, tanta corsa, pressing; saggezza e qualità anche nei momenti più difficili. (...) La Juventus non è riuscita a reagire, e il Cagliari ha portato a casa il quarto successo consecutivo, che lo porta a 34 punti, in piena zona UEFA.
fonte: www.cagliaricalcio.net 1/29/2009 GOLPE
Accordo bipartisan sullo sbarramento al 4% alle Europee.
Per fare piazza pulita a sinistra, salvare Veltroni e il suo Partito DEMOCRATICO (??) dall'autodistruzione, lasciare campo libero a Berlusconi sulla Rai e sulla giustizia.
E questa volta non hanno manco la scusa della governabilità.
1/20/2009 Non KAKAteci più il c****
Ci hanno rotto l'anima per giorni: <<...Kakà di qua, Kakà di là, Milan Si, Milan No, Sceicco o non Sceicco...>> 1/12/2009 I veri terroristiil manifesto "sputtana" le false iniziative umanitarie della Comunità ebraica Romana e dell'Ambasciata di Israele
«Gesto umanitario» o operazione «tutta mediatica»? Roventi polemiche per un'iniziativa «concordata con l'ambasciata d'Israele» «Rispondendo a un appello del ministro Frattini... l'Unione delle Comunità ebraiche italiane e la Comunità ebraica di Roma - si legge in un comunicato - mettono a disposizione 300 mila euro in medicinali». 200 mila destinati «ai bambini e alla gente di Gaza»», 100 mila «ai bambini e ai civili delle cittadine israeliane del sud di Israele colpiti dai razzi di Hamas». Domani i medicinali saranno messi a disposizione di Frattini (a cui va un forte «apprezzamento» per la posizione presa). Bel gesto, umanitario. «Il nostro è un gesto di umanità», dice Renzo Gattegna, presidente dell'Ucei. E come per qualsiasi gesto umanitario degno di tale nome «non intendiamo dare un giudizio politico dei torti o delle ragioni dell'una o dell'altra parte», gli fa eco Riccardo Pacifici, il presidente della Comunità romana che pure aveva appena esternato il suo pieno appoggio ai bombardamenti su Gaza. E invece su quella frase si è scatenato l'inferno fra la comunità ebraica di Roma e ambienti italo-ebraici di Israele. Un certo Shimon Fargion, un ebreo italiano emigrato a Gerusalemme, ha attaccato violentemente Pacifici sia per quelle parole che suonano troppo equidistanti sia per aver speso soldi della comunità in soccorso dei civili palestinesi di Gaza. Pacifici, fondatore e leader della lista ultrà maggioritaria «Per Israele», non è abituato a essere attaccato da destra e non ci ha visto più. Per cui si è seduto al computer e ha messo in circolo un e-mail furibonda chiarendo la sua posizione («sostegno totale di questa guerra a Gaza») e il senso vero del «gesto di umanità». Un'iniziativa «concordata a priori con i massimi responsabili da parte israeliana (e permettetemi di non aggiungere maggiori dettagli per ovvie ragioni)», assicura Faelino Luzon intervenendo anche lui nel dibattito. Fumo negli occhi, roba buona solo per i media «così come è stato deciso con l'ambasciatore d'Israele di avere in questa prima fase un low profile», rassicura i suoi Pacifici: «Posso garantirvi - scrive - che la scelta tutta mediatica di far arrivare medicinali ai bambini palestinesi e israeliani era ed è solo utilizzata per quando da lunedì comincerà la nostra battaglia sui media a sostegno di Israele». E per il 10 annuncia «un megaevento» da 1500 persone selezionate con l'ambasciatore di Israele «per spiegare le ragioni di Israele e il suo diritto a fare questa guerra». Pacifici giura che la Comunità romana non ha tirato fuori «neanche un euro» per quei medicinali, donati «da un'organizzazione ebraica internazionale» e garantisce «che comunque non arriverà un solo medicinale a Gaza che non sia autorizzato dal Governo di Israele». Il comunicato è il coté ufficiale, l'e-mail è il coté inter-comunitario. Poi c'è il coté personale, ossia l'altro e-mail con cui Pacifici risponde al suo critico Fargion con rudezza virile ma efficace: «Caro testa di cazzo... dammi il tuo indirizzo così ti vengo a prendere a calci nel culo... io qui Per Israele mi faccio un gran culo e vivo sotto scorta... STRONZO... Sappi che ho fatto tutto insieme all'ambasciata d'Israele... Che cazzo ne sai cosa stiamo facendo? STRONZOOOOOOOO». da il manifesto del 4 gennaio
12/20/2008 MEGLIO SORU (sempre e comunque)![]() SARDEGNA · Soru cede le quote di Tiscali e Unità Fuori da Tiscali, fuori dall’Unità, fuori pure da tutte quelle partecipazioni che avrebbe- ro potuto alimentare il sospetto di un possibile conflitto di interessi nei suoi confron- ti. Renato Soru in una conferenza stampa convocata ad hoc ieri pomeriggio nella sua Sardegna ha annunciato a tutti la sua decisione. «L’ho fatto - ha detto il dimis- sionario governatore della Sardegna - perché voglio continuare a fare politica serena- mente senza prestare il fianco a polemiche». La soluzione scelta è quella del «nego- zio fiduciario», l’equivalente del blind trust anglosassone. Che vuol dire che Soru re- sterà titolare della nuda proprietà delle società ma non potrà avere voce in capitolo sulle scelte che verranno fatte dagli amministratori. A gestire le sue proprietà sarà il professor Gabriele Racugno, docente di diritto commerciale dell’università di Cagliari, che da ieri diventa consigliere di amministrazione di tutte le società in cui Soru ha partecipazioni. Il governatore ha annunciato che anche il fratello Emanuele non è più consigliere di amministrazione dell’Unità. Questa decisione è stata presa, ha voluto sottolineare il fondatore di Tiscali, nonostante l’organismo di controllo che dovrebbe valutare sui conflitti di interesse inserita nelle norme statutarie del Pd e promulgata dopo un referendum non si sia ancora insediata. 12/17/2008 Lasciatela andare in pace![]() «Il decreto non ha bisogno di alcuna ulteriore certificazione di esecutività perchè la legge dice che tutte le volte che un provvedimento giudiziario non è più soggetto a impugnazione diventa definitivamente esecutivo.» Filippo Lamanna, giudice della prima sezione civile della corte d'appello di Milano Ma il ministro Sacconi non ci sta e fa presente che «comportamenti difformi da quei principi (espressi nell'atto di indirizzo in cui si vieta l'interruzione di idratazione e nutrizione) determinerebbero inadempienze con conseguenze immaginabili». ________________________________________________________________ Mentre centinaia di migliaia di persone rischiano il posto di lavoro a causa della più grave crisi dopo il '29, mi chiedo se il ministro del Welfare (lett. = benessere!!) non abbia null'altro di cui occuparsi. ________________________________________________________________ Sono ateo convinto, ma se credessi in Dio... se Dio esistesse, secondo me, nella vita eterna a quelli lì che si attribuiscono il diritto di dire cosa vuole Dio e cosa non vuole, senza un senso, senza una ragione, così, con un dogma... secondo me Dio darebbe loro tanti di quei calci nel culo che la metà basterebbe. Pretendono di sapere nei minimi particolari cosa Dio desidera e cosa disprezza. Se esistesse Dio non mi darebbe torto, state tranquilli. Adolfo Baravaglio, Perchè mi torturate? 12/1/2008 COME dio COMANDA![]() Il Vaticano si oppone alla proposta di depenalizzazione universale dell'omosessualità, presentata all'Onu dalla Francia. «Con una dichiarazione di valore politico, - afferma monsignor Migliore (osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite) - si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione.» Bisogna opporsi «perché ciò porterebbe a nuove discriminazioni.» Ignorando che in ben 91 Paesi del mondo sono previste sanzioni, torture, pene e persino l'esecuzione capitale per chi è "colpevole" di omosessualità, la Santa Sede si preoccupa per «quegli Stati che non riconoscono le unioni gay, che verrebbero "messi alla gogna".» __________________________________________________________ Credo che ci siano due tipi di persone al mondo: quelle che hanno credenze mistiche, e quelle che non le hanno. Queste ultime credono che la vita sia tutto ciò che abbiamo, e che dobbiamo godercela e aiutare gli altri a godersela. Gli altri pensano che la vita futura sia più importante di quella presente, e temo che faranno saltare in aria il mondo. Harold Kroto (premio Nobel per la chimica 1996) 11/11/2008 Metterci la faccia"I'M ITALIAN AND PRIME MINISTER SILVIO BERLUSCONI IS NOT SPEAKING IN MY NAME"
Si chiama così il sito che si pone come obiettivo quello di testimoniare l'imbarazzo e l'indignazione di tutti gli italiani che (per usare un eufemismo) "non si sentono rappresentati" dalle continue gaffe del loro presidente del consiglio.
Tutti loro (me compreso) ci hanno letteralmente messo la faccia.
Fatelo anche voi.
11/2/2008 su repubblica.it
Poco fa, sfogliando il sito di repubblica, mi sono trovato di fronte..... .....me stesso!XD I fisici cagliaritani sono su repubblica.it!;)
10/25/2008 Tremonti-Gelmini-Brunetta SPA
Il mio gatto ha una zampa rotta, gravi problemi al fegato e una rara malattia agli occhi; ha difficoltà persino a miagolare. Per sopravvivere ha bisogno di medicinali molto costosi. Per guarire una volta per tutte avrebbe bisogno di un intervento altrettanto costoso. Un intervento molto impegnativo: dubito che in Italia ci sarà mai qualcuno in grado di farlo.
Il mio gatto in realtà è una gatta, una femmina: si chiama Università. Mi fanno ridere tutti quelli che vorrebbero spacciare per cura il taglio indiscriminato alla spesa dei medicinali. Quelli che usano pagine e pagine per elencare gli sprechi e poi si dimenticano di dire che per tenere in vita il mio gatto io spendo la metà della media Ocse. Poi magari sono gli stessi che se la prendono con i “baroni” ma sono d’accordo col blocco del turn-over e col licenziamento dei ricercatori precari.
Ah! Quasi mi scordavo di parlare della gattina del mio coinquilino. Si sa, l’erba del vicino è sempre più verde! In effetti il suo animale domestico è meraviglioso, l’orgoglio del quartiere! Si chiama Scuola Elementare. Hanno deciso di farla morire di fame. Purtroppo non credo che i gatti abbiano davvero sette vite.
10/17/2008 SfogoDi questi tempi una domanda pare assillare l'opinione pubblica italiana: viviamo in un paese razzista?
Io questo non lo so, ma so per certo che viviamo in un paese di merda.
Viviamo in un paese dove va bene prostituirsi ma solo per diventare ministra.
Un paese dove il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo è grande azionista di altrettanto grandi aziende inquinanti.
Un paese dove ghettizziamo gli stranieri, o li ammazziamo di botte.
Un paese che non è che sono razzista, è lui che è negro!
Un paese dove Mariastellagelmini può dire senza vergogna che mezzo milione di persone in piazza sono TUTTE disinformate.
Un paese dove la libertà di stampa è a rischio, il diritto di sciopero è a rischio, il diritto allo studio è a rischio, la giustizia non è uguale per tutti... ma non chiamatelo regime!
Un paese dove un pluricondannato continua ad avere il consenso di 7 italiani su 10.
Un paese dove i 3 italiani rimanenti passano il tempo a discuture se sia più giusto fare la costituente comunista, la costituente dei comunisti, la costituente anti-capitalista o la costituente comunista anti-capitalista.
Un paese dove l'ultimo baluardo contro il regime è Famiglia Cristiana.
"..ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni, da qualche parte un giorno, dove non si saprà, dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà.." 10/16/2008 Amare profezieGuardate cosa scriveva Piero Calamandrei ben 58 anni fa...
"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al
potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico" Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa
della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950 Grazie a Gio per il testo. 10/14/2008 Strafalcioni giornalistici
Copertina de Il Sardegna di oggi: "Battaglia Pd. Ora i ribelli chiamano a D'Alema" 9/29/2008 Uscire dal tunnelPerché sbattezzarsi? Per cancellare gli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, stabilito da un provvedimento del Garante per la privacy, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche.
Per rivendicare la propria identità di atei e agnostici.
Perchè stanchi di appartenere ad un'organizzazione sempre meno religiosa e sempre più desiderosa di influire sulle scelte politiche del paese.
Per il timore di subire pratiche religiose quando non si avranno più le forze per impedirle.
Per la consapevolezza di far parte di gruppi “maltrattati” dalla Chiesa, per esempio gay, lesbiche, donne, ricercatori...
Soprattutto, per la scelta di essere coerenti fino in fondo:
se non credo, perché rimanere in una confessione religiosa?
PER INFO SULL'INIZIATIVA:
http://www.uaar.it/news/2008/05/27/sbattezziamoci-insieme-appuntamento-per-ottobre/
9/24/2008 SALVIAMO IL MANIFESTO
Una nuova emergenza bussa alle nostre porte. Ha qualcosa di simile alle tante dei nostri 37 anni di vita, perché sempre di bilanci in rosso si tratta. Ma è molto diversa da tutte le altre che l’hanno preceduta, perché stavolta non si tratta di raccogliere qualche soldo per sopravvivere ma di trovare le risorse per una battaglia di libertà che non riguarda solo noi. Quello che ci assumiamo e a cui vi chiediamo di partecipare è un compito tutto politico. I tagli ai finanziamenti per l’editoria cooperativa e politica non sono misurabili «solo» in euro, in bilanci che precipitano nel rosso, in giornalisti e poligrafici che rischiano la disoccupazione. Sono lo specchio fedele di una «cultura» politica che, dall’alto di un oligopolio informativo, trasforma i diritti in concessioni, i cittadini in sudditi. Non sarà più lo stato (con le sue leggi) a sostenere giornali, radio, tv che non hanno un padrone né scopi di lucro. Sarà il governo (con i suoi regolamenti) a elargire qualcosa, se qualcosa ci sarà al fondo del bilancio annuale. Il meccanismo «tecnico» di questa controrivoluzione lo abbiamo spiegato tante volte in queste settimane (e continueremo a ricordarlo), ma il senso politico-culturale dell’operazione è una sorta di pulizia etnica dell’informazione, il considerare la comunicazione giornalistica una merce come tante altre. Ed è la filosofia che ha colpito in questi ultimi anni tanti altri beni comuni, dal lavoro all’acqua. Noi ci batteremo con tutte le nostre forze e pubblicamente contro questa stretta: porteremo questo obiettivo in tutte le manifestazioni dell’autunno appena iniziato, stringeremo la cinghia come abbiamo imparato a fare in 37 anni di vita difficile ma libera, incalzeremo la politica e le istituzioni perché ne va della democrazia, spenderemo l’unico nostro patrimonio, cioè il nostro lavoro, per fornire il supporto giornalistico a questa battaglia di civiltà. E ci apriremo all’esterno ancor di più di quanto abbiamo fatto fino a oggi per raccogliere forze e saperi nuovi e capire come essere più utili a chi si oppone ai poteri che ci vogliono morti. Faremo tutto questo, come sempre e più di sempre. Ma oggi siamo di nuovo qui a chiedere aiuto ai nostri lettori e a tutti coloro che considerano un bene essenziale il pluralismo e la libertà d’informazione. A chiedervi di sostituire ciò che questo governo ci nega con uno sforzo collettivo. In un panorama politico e culturale disastrato, di fronte alla lunga sconfitta che in un ventennio ha smantellato la stessa idea di «sinistra», non ci rassegneremo alla scomparsa. Perché, a differenza del protagonista di «Buio a mezzogiorno» di Arthur Koestler, non crediamo che «morire in silenzio» sia una lodevole testimonianza finale. Se questo governo e i poteri che rappresenta vogliono chiuderci, noi vogliamo riaprire. Con tutti voi, perché altrimenti è impossibile.
Ecco come potete partecipare alla nostra campagna di sottoscrizione: -On line, versamenti con carta di credito sul sito ed è il metodo più veloce ed efficace. -telefonicamente, sempre con carta di credito, al numero 06-68719888, o via fax al numero 06-68719689. Dal lunedì al venerdì, dalle ore 10,30 alle 18,30. Dove potete telefonare anche per segnalare, suggerire e organizzare iniziative di sostegno. -Con bonifico bancario presso la Banca popolare etica – Agenzia di Roma – intestato a il manifesto – IBAN IT40K0501803200000000535353. -Con Conto corrente postale numero 708016, intestato a il manifesto Coop. Ed. Arl. - via Bargoni 8 – 00153 Roma. 9/19/2008 In attesa......dell'uscita del nuovo album ad ottobre e del tour europeo (A MILANO CI SARO'!!!!) godiamoci in anteprima la clip di una delle canzoni inedite!
SKA-P!! 9/9/2008 Il Papa in SardegnaAssociazione di promozione sociale, iscrizione all’albo nazionale n. 141 Presidenti onorari:
COMUNICATO STAMPA Il Circolo UAAR di Cagliari (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) esprime il proprio forte dissenso riguardo ai costi in termini economici e logistici della visita del papa a Cagliari.
Innanzi tutto poniamo l’accento sulle ingenti spese sostenute dalle amministrazioni pubbliche locali in questa occasione. Le cifre rese note, 1,4 milioni di euro dalla Regione, 200.000 euro del Comune e 20.000 euro della Provincia, che si sommano a quelle comunicate con minore trasparenza da parte di altre istituzioni pubbliche, appaiono sproporzionate all’evento, specie in considerazione dei problemi economici della nostra regione.
Si tratta infatti di un vero e proprio sperpero di fondi pubblici a favore di una organizzazione, la chiesa cattolica, cui lo Stato Italiano versa già in forme diverse parte delle tasse pagate anche da chi non ne condivide la filosofia né i dogmi e che auspica che il principio di laicità significhi anche che siano i soli credenti a finanziarne l’opera.
Alle perplessità di carattere puramente economico-finanziario si aggiunge anche la forte disapprovazione dell’ossequio che la politica rende alla chiesa e al suo capo, quasi che la benedizione di questi debba essere maggiore dell’investitura – unica realmente importante – dell’elezione popolare.
Non ultimo, l’UAAR intende segnalare il disagio che l’evento ha apportato ai cittadini di Cagliari e dell’hinterland, costretti a giorni di strade bloccate, divieti di parcheggio e persino abbattimento di alberi a causa di “esigenze televisive”. È difficile accettare che poche ore di presenza del papa debbano significare giorni e giorni di controlli da regime militare.
Sarebbe desiderabile che finalmente le religioni escano dalla vita pubblica e siano confinate nella sfera privata dei singoli: ciò permetterebbe alla società di essere libera da dogmi e da verità imposte come assoluteche, proprio per questa loro indiscutibilità, non possono che entrare in contrasto con punti di vista diversi e costruire barriere fra le persone invece che avvicinarle e favorirne la pacifica convivenza.
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